“….19 dicembre, un martedì dell’anno 1961. Cremona ha uno Stradivari, si leggeva sul quotidiano locale della città.
La sera precedente un dispaccio da Milano dava l’annuncio: dalle ore 20, a tutti gli effetti di legge Cremona possiede uno Stradivari. La serata, che immaginiamo fredda e nebbiosa, era quella del 18 dicembre: nello stesso giorno, 224 anni prima, moriva il liutaio cremonese. Si chiudeva così la vicenda che tanto aveva appassionato la città dopo l’annuncio delle trattative aperte a New York e che, in un primo momento, riguardavano un altro violino. Il romanzo, tutto cremonese, inizia con l’arrivo alle ore 12 del venerdì precedente, del commerciante ed esperto londinese Desmond Hill: nella sua mano, una custodia con Nuovo CD con “Il Cremonese” allegato al volume due violini, lo Joachim del 1715 e un altro del 1718. Da quel momento si susseguono vicende segrete: incontri di valutazione degli strumenti che vedono coinvolti i liutai Simone Fernando Sacconi e Ferdinando Garimberti e prove acustiche effettuate dalla commissione di esperti subito istituita. I verbali ne attestano il lavoro e alla fine il professore Alfredo Puerari decide: sarà lo Joachim il primo violino di Stradivari a tornare, dopo secoli, a Cremona. La mattina del 17 dicembre il violinista Giulio Franzetti, subito dopo la storica decisione, suona lo strumento dichiarando il suo entusiasmo.
[…] Si decide che lo strumento sarà esposto nella Sala dei Matrimoni del Palazzo Comunale. Un ultimo atto denso di significato: il violino, conosciuto come Joachim, cambierà il proprio nome in Il Cremonese, diventando così il simbolo della città”. (tratto da Fausto Cacciatori, Lo Scrigno dei Tesori, ed. MdV)
a cura di Fausto Cacciatori, Marco Malagodi, Augusto Sarti
Contributi di Fausto Cacciatori, Marcello Ive, Marco Malagodi, Renato Meucci,
Primo Pistoni, Augusto Sarti, Francesco Toto, Stefano Trabucchi
interviste di Oreste Bossini a Salvatore Accardo, Sergej Krylov,
Andrea Mosconi e Edoardo Zosi
testi italiano e inglese
fotografie Claudio Mazzolari, Laboratorio Giovanni Arvedi – Università di Pavia
Il volume sarà stampato in edizione limitata a 800 copie numerate
formato: 245×305 mm, pagine 128 a colori, carta patinata 170 gr, copertina rigida e cofanetto in tela
prezzo di copertina: 130 Euro (in prevendita 95 Euro)
Quanti aderiranno alla prevendita saranno inseriti nell’elenco dei sottoscrittori pubblicato all’interno del volume
Prevendita: ilcremonese@museodelviolino.org
Prenotazioni anche presso gli uffici Museo del Violino
In collaborazione con la Casa discografica Warner Classics, è inclusa una nuova incisione, effettuata con le tecniche più sofisticate da Giulio Cesare Ricci all’interno dell’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino.“Il Cremonese” è stato affidato al giovane Edoardo Zosi, già allievo di Salvatore Accardo all’Accademia Walter Stauffer ed a buon titolo erede della grande scuola interpretativa italiana – solistica e cameristica – del Novecento. Il programma musicale prevede brani del repertorio barocco e romantico a solo ed in duo con la pianista Stefania Redaelli.

Edoardo Zosi, violino Antonio Stradivari Il Cremonese 1715
Stefania Redaelli, pianoforte
Niccolò Paganini Cantabile M.S.109
Pablo de Sarasate Zigeunerweisen op.20
Pablo de Sarasate Introduzione e Tarantella op.43
Giuseppe Tartini – Fritz Kreisler Il Trillo del Diavolo
Fritz Kreisler Liebesleid
Fritz Kreisler Schön Rosmarin
Johann Sebastian Bach Sonata I per violino solo BWV 1001
Adagio, Fuga (Allegro), Siciliana, Presto
Niccolò Paganini Capriccio n.24 op.1 per violino solo